Come il lavoro da remoto sta cambiando la domanda di affitti brevi, con soggiorni più lunghi e nuove aspettative da parte degli ospiti.
Il confine tra viaggio e lavoro continua a sfumare, e per chi gestisce affitti brevi questo si traduce in un segmento di domanda che merita attenzione a sé: il workation, ovvero soggiorni che uniscono lavoro da remoto e permanenza in un luogo diverso dalla propria residenza abituale.
Chi sono questi ospiti e cosa cercano
A differenza del turista tradizionale, chi prenota per un workation resta spesso per settimane o mesi, non per un weekend. Le priorità cambiano di conseguenza: una connessione internet stabile e verificata (non solo dichiarata nell’annuncio) diventa un requisito non negoziabile, così come uno spazio dedicato al lavoro — una scrivania funzionale, non necessariamente un ufficio separato, ma un angolo pensato per essere produttivo, non solo per dormire.
Perché questo segmento può valere l’investimento
I soggiorni lunghi riducono il numero di turnover, con un beneficio diretto sui costi di pulizia e sulla gestione operativa: meno cambi, meno logistica, meno rischio di sovrapposizioni tra prenotazioni. In cambio, la tariffa per notte è spesso più bassa rispetto a un soggiorno breve, ma il ricavo complessivo su un mese può risultare comparabile o superiore, con un carico di lavoro gestionale nettamente inferiore.
Cosa adattare nell’offerta per intercettare questo pubblico
- Verifica reale della velocità di connessione internet, non solo il dato dichiarato dal gestore della linea, e indicalo con precisione nell’annuncio.
- Uno spazio di lavoro comodo, con una sedia realmente ergonomica e non solo esteticamente adeguata alle foto.
- Politiche tariffarie specifiche per soggiorni di 30 giorni o più, spesso richieste esplicitamente da chi organizza un workation.
- Informazioni pratiche su servizi utili nella vita quotidiana prolungata: supermercati, lavanderie, palestre, coworking nelle vicinanze — un pubblico che resta a lungo apprezza sapere come “vivere” il quartiere, non solo visitarlo.
Un equilibrio da trovare
Non tutte le strutture sono adatte a intercettare questo segmento, e trasformare completamente un’offerta pensata per il turismo breve può non avere senso ovunque. Vale la pena valutarlo soprattutto per immobili in zone con buona qualità della vita quotidiana (servizi, trasporti, quartieri vivibili) più che in zone puramente turistiche, dove la domanda di soggiorni brevi resta probabilmente più solida e redditizia.

